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Full text of "Coppelia o la fanciulla Dagli occhi di Smalto azione coreografica in due atti e tre quadri"

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FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO 



C. NUITTER e A. SAINT-LEON 




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AZIONE COREOGRAFICA 
IN BUE ATTI E TRE QUADRI 



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MUSICA DEL MAESTRO 



LEO DELIBES 



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EDOARDO SONZOGNO, Editore 

14 — Via Pasquirolo — 14 



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FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO 



COPPELIA 



O LA 



FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO 

AZIONE COREOGRAFICA 
IN DUE ATTI E TRE QUADRI 

DI 

C. NUITTER e A. SAINT-LEON 

MUSICA DEL MAESTRO 

LEO DELIBES 



-Sr 



MILANO 
EDOARDO SONZOGNO, Editore 

14. — Via Pasquirolo. — 14. 
1889. 



Proprietà esclusiva per l'Italia, tanto per la stampa 
guanto per la rappresentazione, dell'Editore E. SONZOGNO di Milano 



Milano — Coi tipi dello Stabilimento di E. Sonzogno. 



PERSONAGGI 



SWANILDA. 

FRANTZ. 

COPPELITJS. 

IL BORGOMASTRO. 



IL SIGNORE. 

NETTCHEN 

Contadini. 



LA PESTA DELLA CAMPANA. 



Il Campanaro — L'Aurora — La Preghiera 
Il Lavoro — L'Imene — La Discordia — La Guerra 

La Pace — Le Follie. 



Digitized by the Internet Archive 
in 2012 with funding from 
Brigham Young University 



http://archive.org/details/coppeliaolafanciOOdeli 



Il presente lavoro fu inspirato ai signori Nuitter e Saint- 
Leon da un racconto di Hoffmann. 
"NeiVHomme au Scìbìe così questi scrive : 

« Fammi grazia, fratello, disse a lui un dì Sigismondo, 

dimmi come può darsi che un uomo sensato come tu, siasi preso 
dlaniore per questo automa, per questa figura di cera? 

Natanaele stava per adirarsi, ma si contenne prontamente e 
rispose : 

« Dimmi, Sigismondo, come va che il fascino celestiale d'O- 
limpia sia sfuggito alla tua perspicacia, alla tua anima dischiusa 
a tutte le impressioni del bello? Ma io ringrazio la sorte di 
non averti a rivale, imperocché in tal caso sarebbe giocoforza 
che l'uno di noi cadesse grondante di sangue ai piedi dell' al- 
tro. 

Sigismondo comprese tutto, ed eludendo destramente la qui- 
stione, soggiunse, dopo aver fatto osservare che in amore non 
si può giudicare di alcuna cosa : 

« Egli è tuttavia singolare che molti abbiano portato sopra 
Olimpia il medesimo giudizio. Ella è sembrata — non ti incre- 
sca, fratello ! — ella è sembrata, dicevo, a noi tutti senza vita 
e senza anima. La taglia della sua persona è regolare, al pari 
del suo viso, ciò è vero, ed ella potrebbe passare per bella, se 
i suoi occhi brillassero di vita. Il suo incedere bizzarramente 



cadenzato, e ciascuno dei suoi movimenti sembra essere pro- 
dotto da un meccanismo a ruote fatte agire con una manovella. 

« 11 suo occhio e il suo canto si direbbero poi di un automa. 

« Ed è parimenti della sua danza. Questa Olimpia è diventata 
per noi un oggetto di repulsione, e noi non vorremmo aver 
nulla di comune con lei, perchè ci sembra appartenga a un 
ordine d'esseri inanimati, e ch'ella non viva che apparente- 
mente. » 

Tali le parole di Hoffmann. 



ATTO PRIMO 



PRIMO QUADRO 



Piazza pubblica in una piccola città sui confini della Gallizia. 
Le alte case di legno, dai tetti acuminati, sono dipinte a vi- 
vaci colori, alcune sono ornate di affreschi. Una casa, le cui 
finestre del pianterreno sono a griglie e colla porta chiusa 
a catenaccio, sembra, all'aspetto severo, far contrasto colle 
altre. È la casa di Coppelius. 



In una casa, in fondo alla piazza, vedesi aprire un abbaino ; 
una fanciulla vi appare, poi fa per uscire, ma si arresta sulla 
porta, e guarda attorno se alcuno non l'osserva, indi si avanza. 

E sola. 

Ella s'avvia verso la casa di Coppelius e alza gli occhi ad 
una grande finestra a vetri, dietro la quale si scorge una gio- 
vine seduta, che, immobile, e con un libro in mano, sembra 
assorta nella lettura. 

Swanilda conosce bene questa giovine : è Coppelia, la figlia 
del vecchio Coppelius. 

Ogni mattina la si vede allo stesso posto, nella stessa at- 
titudine, poi dispare. 

Coppelia non uscì una sola volta da questa misteriosa di- 
mora, nò mai alcuno ebbe occasione d'incontrarla per via, ne 



10 COPPE LIA 



di udirne la voce. Tuttavia , ella sembra bella e nella città 
non pochi giovinotti hanno passato lunghe ore sotto la sua 
finestra, in attesa di uno sguardo, mendicando un sorriso; e 
più di uno si provò , ma invano , di penetrare nella casa di 
Coppelius. Le porte sono ben chiuse, le griglie sicure, e il 
vecchio Coppelius non riceve anima viva. 

La curiosità di Swanilda è tanto più eccitata in quantochè 
sospetta che Frantz , suo fidanzato , non sia indifferente alle 
attrattive di Coppelia. Egli forse Fama, e Swanilda contem- 
pla con dispetto la sua rivale, sempre immobile e muta. Ella 
prova di richiamare su di se la sua attenzione : va , viene , 
danza, la guarda, ma tutto indarno. Coppelia ha sempre gli 
occhi fissi sul libro, del quale non volta neppure le pagine. 

Swanilda s'irrita e non può frenare il suo dispetto. Sta per 
picchiare alla porta di casa, ma si trattiene : odesi rumore : 
Coppelius appare a una finestra del pianterreno. Swanilda si 
tiene in disparte ; nello stesso tempo ella vede Frantz che 
giunge : resta nascosta per osservare quanto sta per accadere. 

Frantz, che dapprima si dirigeva verso la casa di Swanilda, 
s* 5 arresta a un tratto esitante ; e , suo malgrado , getta uno 
sguardo alla casa di Coppelius. Coppelia è alla finestra. Egli 
la saluta. In questo momento ella volge la testa, la mano che 
aveva il libro si abbassa, e coir altra , la fanciulla , che si è 
alzata, sembra rispondere al saluto di Frantz, poi siede di 
nuovo e macchinalmente. 

Tutto ciò fa cosa d'un istante. 

Frantz ha avuto appena il tempo di mandare un bacio a 
Coppelia, perchè il vecchio Coppelius apre di nuovo la fine- 
stra e sembra osservare, sogghignando, ciò che avviene. 

Swanilda l'ha veduto. Qual è il suo scopo? vorrebbe ren- 
derlo infedele ? La giovine monta su tutte le furie contro 
Coppelius e contro Frantz. Tuttavia ella riesce a reprimersi; 
finge in prima di non aver visto nulla e si diletta a inseguire 
una farfalla che le vola innanzi. Frantz corre con essa. Egli 



LA FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO. 11 

riesce a prendere la farfalla e la fissa trionfalmente al colletto 
del proprio abito. Swanilda gli rimprovera d'aver cattivo cuore : 
Cosa ti ha fatto questo picciolo insetto? Poi, di rimprovero 
in rimprovero , Swanilda gli canta chiaro e tondo di saper 
tutto. Egli la inganna; egli ama Coppelia; non è molto che 
mandava baci a costei e le lanciava occhiate innamorate. Frantz 
tenta difendersi ; ma essa non vuol neppure udirlo, poiché 
più non lo ama. In questo punto sopraggiungono giovinotti, 
fanciulli e vecchi. Il borgomastro li ha fatti convenire sulla 
piazza per annunciar loro che all'indomani si avrà una gran festa. 

Il Signore ha fatto dono di una campana alla città ; si dan- 
zerà, e la giornata terminerà con gioconde feste, nelle quali 
le più belle fanciulle avranno una parte principale e carat- 
teristica. 

Si fa ressa attorno al borgomastro. 

Queste grate novelle volano di bocca in bocca. A un tratto 
odesi rumore nella casa di Coppelius. Dei bagliori rossastri 
illuminano le vetriate. Alcune fanciulle s'allontanano spaven- 
tate dalla casa maledetta! 

Nulla di sinistro ! sono i colpi di martello sull'incudine e 
il riflesso della fucina. 

Coppelius è un vecchio pazzo che lavora sempre. A che? 
Lo si sa... ma che importa? Bisogna lasciarlo fare e non pen- 
sare che a divertirsi. 

Il borgomastro s'avvicina a Swanilda. Le dice che domani 
il Signore deve dotare e maritare parecchie coppie. Ella e 
fidanzata a Frantz, non è domani che saranno uniti? 

Oh ! ciò non è certo ancora , e la fanciulla , guardando 
Frantz con malizia, dice al borgomastro dovergli raccontare 
una certa storiella!,.. 

E la storia d'un fuscello di paglia che svela tutti i segreti. 



12 COPPELLI 



BALLATA DELLA SPIGA 



Swanilda prende una spiga in un covone, se la avvicina 
all' orecchio e fa mostra di ascoltare ; poi invita Frantz ad 
ascoltare egli pure alla sua volta. La spiga non gli dice che 
egli è infedele, ch'egli non ama più Swanilda, eh' egli ama 
un'altra ?... 

Frantz risponde ch'egli ode un bel nulla di tutto ciò. 

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire !... — Swa- 
nilda allora rinnova la scena con uno degli amici di Frantz, 
che sorride ed ha la pretesa di udire chiaramente quanto gli 
narra la spiga. 

Frantz vuol protestare, ma Swanilda glielo impedisce col 
gesto, e, spezzata la paglia innanzi a' suoi occhi, gli dichiara 
che fra essi tutto è finito. 

Frantz s' allontana stizzito, e mentre che Swanilda danza 
in mezzo alle sue compagne. 

Si preparano delle tavole; si beve alla salute del Signore, 
alla prosperità del borgomastro. 



TEMA CON VARIAZIONI 



Sopraggiunge la notte; la folla si disperde a poco a poco. 
Nel separarsi, gli astanti si promettono reciprocamente di 
trovarsi all'indomani alla festa della campana. Il borgoma- 
stro s'allontana pure. 



LA FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO. 13 

In questo punto Coppelius esce di casa e chiude la porta 
a doppio giro di chiave. 

Fatti alcuni passi, egli è attorniato da un gruppo di gio- 
vinetti : gli uni vogliono condurlo con essi, altri vogliono farlo 
danzare. 

Il vecchio si libera con mali modi e se ne va imprecando. 

Swanilda rincasa , salutando alcune amiche. Una di esse 
vede brillare qualche cosa per terra: è la chiave di casa caduta 
a Coppelius nel dibattersi coi giovinotti. 

Coppelius è lontano ; le fanciulle propongono a Swanilda di 
approfittare della assenza di questi per visitare la casa miste- 
riosa, dove niuno entra e circa la quale si raccontano le cose 
più strane. 

Swanilda esita dapprima , pur tuttavia ha una ragione 
di più delle sue compagne per desiderare di metter piede 
nella casa di Coppelius : ella vorrebbe conoscere la rivale , 
colei cui Frantz inviava i suoi caldi baci ! 

In mezzo agli alberi lontani, non è Frantz che inoltra fur- 
tivo? Senza dubbio egli viene .ancora per veder Coppelia. 

La gelosia toglie a Swanilda ogni scrupolo. Ebbene ! en- 
triamo !... ella dice alle compagne, mentre una di queste in- 
troduce la grossa chiave nella serratura : la porta s'apre. Al 
momento d'entrare le ragazze esitano, ma infine vince la cu- 
riosità, Swanilda e le sue amiche penetrano in casa di Cop- 
pelius. 

Un istante dopo, giunge Frantz recando una scala. Eespinto 
da Swanilda , viene a cercar fortuna da Coppelia. Chi sa 
mai ? questa non ha già corrisposto ai suoi saluti , ai suoi 
baci ? forse la vezzosa giovine non cerca di meglio che abban- 
donare una casa dove un vecchio geloso la tiene prigioniera. 

Forse la bella Coppelia acconsentirà di buon grado a fug- 
gire con Frantz. 

L'occasione è propizia... 

Coppelius è lontano... 



14 COPPELIA 



Ma no, perchè nel momento in cui Frantz sta per appog- 
giare la scala al balcone, Coppelius viene a cercare con in- 
quietudine la chiave smarrita. Avvicinatosi alla sua casa, 
vede Frantz che mette il piede sul primo piuolo della scala. 
Il vecchio non può reprimere un grido di collera ; Frantz lo 
ode; salta a terra e fugge. 



FINE DEL PRIMO ATTO. 



ATTO SECONDO 



PRIMO QUADRO 



LABORATORIO DI COPPELIUS. 

Vasta camera ingombra ri' istr amenti e ordigni d' ogni sorta. 
Molti automi sono collocati sopra il loro piedestallo. Da una 
parte un vegliardo dalla bianca barba, in costume persiano, ' 
è seduto davanti una tavola, sfogliando un volume. Vicino la 
porta, un negro è ritto, in attitudine minacciosa. Al fondo un 
piccolo moro, suonatore di piatti, accoccolato sopra un cu- 
scino. A dritta è seduto un gran Chinese, cui sta dinanzi un 
pajo di timpani. Qua e là libri, stoffe, armi, e automi ancora 
in lavoro. 



Si fa notte. — Una lampada, che pende da un pezzo di 
ferro a fioroni, progetta una luce fioca sui mille oggetti che 
ornano la dimora del vecchio mago. 

Le fanciulle, che penetrarono con Swanilda in casa di Cop- 
pelius, si avanzano con precauzione dal fondo. Le vedi salire 
lentamente i gradini d' una vecchia scala dalle balaustre a 
colonnette. 

Esse avanzano con diffidenza ; fanno un passo, retrocedono, 
si serrano l'ima contro l'altra con terrore.... Chi sono quei 
personaggi immobili nell'ombra?... A poco a poco le curiose 
prendono ardire: contemplano quelle figure sconosciute, che 
d'un colpo s'offrono loro innanzi. 

Swanilda s'avvicina alla finestra, le cui grandi cortine sono 



16 COPPELIA 



chiuse, Ella le apre, ed appare Coppelia sempre seduta sopra 
la sua sedia col libro in mano. 

Swanilda saluta l'incognita, che rimane immobile. Le parla, 
ma non ottiene alcuna risposta. 

Sarebbe addormentata ? Pure i suoi occhi fissi sono aperti. 
Le compagne di Swanilda si sbigottiscono ; ella le incoraggia, 
Swanilda s'avvicina sempre più ; tocca le braccia della gio- 
vane ; dopo quel contatto arretra spaventata. 

È questo un essere vivente ? Ella mette una mano sopra il suo 
cuore : non batte ! Le fanciulle s'avvicinano alla lor volta, e 
si accorgono della verità ! Questa seducente giovane è un au- 
toma, è un lavoro di Coppelius ! Bidono del granchio preso ! 

E Frantz ? pensa Swanilda : ecco dunque la bella cui manda 
baci! Swanilda non teme più la rivale. Ella è fin troppo 
vendicata!.,. Qual piacere di burlarsi di Frantz, e di rive- 
largii il tutto più tardi ! 

Le giovani corrono storditamente per il laboratorio. Esse 
non temono nulla ora ; intanto una di esse, nel passare vi- 
cino al suonatore di timpani, tocca per inavvertenza una 
molla. L'automa alza le braccia, gira la testa e si mette a 
suonare* un'aria bizzarra. 

Dapprima stupefatte, le fanciulle però tosto si rassicurano e 
si mettono a danzare; cercano la molla che mette in movi- 
mento il piccolo moro ; la trovano e l'automa prontamente 
suona i piatti accompagnando il loro squillo argentino alla 
melodia del timpanista. 

Immantinente, come se uscisse di sotto terra, sorge furioso dalla 
scala in fondo alla scena, Coppelius. Chiude le cortine che nascon- 
dono Coppelia ; ferma il movimento de' suoi automi e poscia in- 
segue le fanciulle. Queste fuggono, e cercano scappargli; più 
agili del vecchio, riescono ad evitarlo ; gli scivolano fra le mani 
e scompajono, a poco a poco, dalla scala in fondo alla scena. 

Swanilda si è nascosta con due sue compagne dietro le 
tende della finestra. Queste fuggono per le ultime. Swanilda? 



LA FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO. 17 



resta sola; e chiude precipitosamente le tende perchè Cop- 
pelius si dirige dalla sua parte. Eccola scoperta! 

Ma no ; rannicchiata in un angolo, ella si sottrae al suo 
sguardo al momento ch'egli alza il drappo. 

Esamina Coppelia : nulla di guasto: respira. Per altro, 
qual rumore si fa ancora udire? 

La finestra in fondo è rimasta socchiusa; si discernono 
gli ultimi piuoli d'una scala a mano; poi Frantz appare. 

Egli persistè nel proprio progetto. Coppelius non si mo- 
stra; lo lascia entrare; ha il suo scopo. 

Frantz salta dalla piccola finestra : si crede solo. Si dirige 
verso il posto dove è Coppelia, quando due mani robuste lo 
forzano a fermarsi. 

Frantz, spaventato, chiede scusa a Coppelius, vuole fug- 
gire, ma il vecchio gli chiude il passo, 

— Che vuoi tu fare ? Perchè penetrare a questo modo in 
casa mia? 

Frantz gli confessa d'essere innamorato. 

— Andiamo, replica Coppelius, io non sono poi così cat- 
tivo come si dice. Mettiti là, siedi, e discorriamo ! 

Coppelius va a prenderne una bottiglia di quel vecchio e 
due bicchieri. Fa mostra di bere con Frantz; dopo, di sop- 
piatto, getta via il liquore versato. 

Frantz trova che il vino ha un gusto strano, per altro 
beve; e Coppelius con apparente bonomia lo fa parlare. 

— Hai tu del danaro ? 

— No, ho nulla... 

— Ma hai molto amore ! 

— Oh ! sì. 

E Coppelius lo fa sempre bere. 

Frantz, confessando la propria passione a Coppelius, vuol por- 
tarsi verso la finestra dove vide Coppelia. Ma le sue gambe 
si piegano; la sua testa gira. Coppelius lo spinge verso la 
tavola ; Frantz cade di peso sul sedile e si assopisce. 

2 



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18 COPPELIA 



Coppelius fa allora un gesto di trionfo. Può finalmente finire 
la malìa ; va a prendere un libro di magia e vi studia gli 
esorcismi cabalistici. 

Dopo apre le tendine, e spinge il piedestallo su cui è Cop- 
pella, presso Frantz addormentato. 

Allora avvicinando le sue mani tremanti alla fronte ed al 
petto del giovane, sembra volergli togliere l'anima per tras- 
fonderla nella fanciulla , eh' egli ha creato a costo di tante 
cure e veglie. 

Raddoppia i suoi scongiuri, i suoi gesti magnetizzatori... 
Coppella si alza come d'uso... comincia gli stessi gesti, poi 
lascia cadere il libro che teneva in mano. 

Coppelius trasale; anelante e sbalordito, la guarda, se- 
guendo i suoi più piccoli movimenti ; ella fa un passo, due ; 
scende il primo gradino del piedestallo, poi il secondo... cam- 
mina. Vive! 

Coppelius è pazzo di gioja. 

Finalmente riuscì: la sua opera supera tutto quanto la 
mano dell'uomo ha giammai tentato ! Mentre egli è immerso 
nella sua contentezza, la fisionomia immobile della giovane 
si anima. Di nascosto ella fa un gesto di minaccia, poi ri- 
prende la prima attitudine ; i suoi occhi si fissano su Cop- 
pelius. Sì ! Essa lo guarda... È ciò un'allucinazione ? Gli pare 
che Coppelia alzi le spalle.,., ma no. Egli vuol di nuovo strap- 
pare a Frantz qualche altra scintilla di vita per trasmetterla 
in Coppelia. Eccola che cammina ; a ciascun passo i suoi mo- 
vimenti diventano più perfetti ; il suo incedere è meno duro, 
il suo portamento più leggiero. Ella danza dapprima lenta- 
mente, poi sì presto che Coppelius a stento può seguirla. I 
suoi occhi prima immoti , ora sono pieni di luce e d' e- 
spressione: sorride alla vita, si rallegra, e tutto s'anima in lei. 

Coppelia è fatta donna. 



LA FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO. 19 



VALZER DELL'AUTOMA 



Ed ecco che la curiosità s' investe di lei ; ecco eh' ella fa 
dei capricci. Scorto il filtro che inebbriò Frantz 1 , vuol berne 
e se lo avvicina alle labbra. 

Coppelius ha appena il tempo di strapparle la fiala di 
mano. 

Veduto a terra il libro di magia, col piede ella ne volta 
le pagine e chiede a Coppelius cosa contenga. — Sono segreti 
impenetrabili; e chiude il libro. 

Ella poi riguarda con aria di curiosità gli automi. 

— Son io che li ho fatti, dice Coppelius. 
Giunta vicino a Frantz, si arresta. 

— E quello là?... 

— Quello là... come gli altri, ripiglia Coppelius, e cerca 
cangiar argomento... 

Ella vede una spada, la impugna... 

— Guardatene, non è arnese da fanciulla... 

A tali parole se ne accerta toccando l'estremità acuminata 
del ferro colla punta del dito, poi si diverte a forare ripetuta- 
mente il piccolo Moro 

Coppelius scoppia dalle risa.... ma ella s'avvicina a Frantz 
e sembra voglia fare altrettanto con questi. 

Il vecchio l'arresta. Allora dessa si rivolge contro lui e lo 
insegue. 

Egli giunge a toglierle la spada di mano, ma ciò fatto non 
sa come calmarla : pensa di vincerla toccando il debole della 
fanciulla : la civetteria. 

La copre con una mantiglia : ciò basta a schiudere alla 
giovine un nuovo mondo d'idee ; e come per incanto si mette 
a ballare una danza spagnuola. 



20 COPPELIA 



BOLEEO. 

Poi le viene alle mani una sciarpa scozzese ; se ne impos- 
sessa e danza una giga. 

GIGA. 

Coppelius vuol arrestarla ; essa gli sfugge ; salta, corre qua 
e là a casaccio, gettando a terra, rompendo, lacerando tutto 
ciò che le capita fra mano. 

Assolutamente essa è troppo animata. Che fare ? In mezzo 
a tanto diavolìo, Frantz si sveglia, e, uscendo dal suo letargo, 
si passa la mano sulla fronte e cerca richiamare le proprie 
memorie. 

Finalmente Coppelius giunge a fermare la fanciulla; la 
obbliga a risalire sul suo piedestallo e la fa sparire dietro le 
cortine. Avvicinandosi dopo a Frantz, lo scaccia, gli ordina 
di partire donde venne e lo spinge verso la finestra. Vattene, 
gli dice. Vattene, tu non sei più buono a nulla. 

Poi, tutto a un tratto, il vecchio ascolta. Non ode V aria 
che d'ordinario accompagna i movimenti del suo automa? 
Egli accorre e mentre guarda Coppelia, che incomincia nuo- 
vamente i suoi gesti colla durezza di prima, Swanilda corre, 
senza essere vista, dietro le cortine. Ella mette in movimento 
i due altri automi. Che?... anche quelli là s'animano da se 
soli? 

Nello stesso istante, Coppelius scorge in fondo Swanilda che 
fugge con Frantz. Egli non sa pia cosa pensare; comprende 
vagamente che costoro si son burlati di lui, e, sentendo che 
la ragione gli vacilla, cade esausto di forze in mezzo ai suoi 
automi, che continuano i loro movimenti come per isbeffeg- 
giare l'angustia del loro autore. 

.*~ 



LA FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO. 21 



SECONDO QUADRO 



Una spianata ombreggiata da alberi giganteschi prospicienti 
il castello della signoria. In fondo, a due alberi, ornati di pen- 
noni e bandiere, è sospesa la campana, dono del Signore. In- 
nanzi alla campana si ferma il carro allegorico sul quale sono 
aggruppati i diversi attori della festa. Appositi palchi sono 
eretti per il Signore e pei suoi invitati. 

I preti hanno benedetta la campana e presentano al Signore 
le coppie di fidanzati che saranno dotate e unite in questo 
giorno di festa. 

Mentre le due prime coppie s'avviano a ringraziare il Si- 
gnore, Frantz e Swanilda finiscono a conciliarsi interamente. 
Frantz, disingannato, non sogna più la giovine misteriosa 
ch'egli vedeva alla finestra di Coppelius. Egli sa di quale il- 
lusione fu vittima. Swanilda gli perdona , e stendendogli la 
destra, s'avanza seco verso il Signore. 

In questo punto, la folla s'agita: cosa accade? Il vecchio 
Coppelius s'apre un passaggio, ad onta degli sforzi delle guardie. 
Egli viene a querelarsi ed a reclamare giustizia : e' è chi si 
è fatto giuoco di lui, chi gli ha tutto infranto, tutto rovinato 
in sua casa, dei capi d'opera concepiti con somme fatiche, 
pazientemente eseguiti, furono distrutti... Chi li pagherà? chi 
riparerà a sì gran danno? 



COPPELIA 



Swanilda, che in quell'istante ha ricevuto la sua dote, la 
offre con tutta spontaneità al vecchio Coppelius. Ella non 
è in collera con lui : eh' egli prenda il danaro e lasci gli 
sposi godere in pace la loro felicità. Ma il Signore arresta 
Swanilda ; ch'ella non ceda ad alcuno la sua dote : è lui stesso 
che indennizzerà il vecchio mago. 

Gli getta una borsa, e va a prendere posto sopra un palco 
che gli è riservato, e mentre il vecchio Coppelius s'allontana 
tutto contento col suo danaro, il Signore dà il segnale della festa. 



LA FANCIULLA DAGLI OCCHI DI SMALTO. 23 



FESTA DELLA CAMPANA 



Il campanaro discende pel primo dal carro ; evoca le ore 
del mattino. 



VALZER DELLE ORE. 

Le Ore si avanzano, seguite bentosto dall'Aurora che compa- 
risce circondata da Piccoli Fiori di campo. 

La campana rintocca. E l'ora della preghiera. 

L'Aurora fugge scacciata dalle Ore del giorno. 

Questa è l'ora del lavoro; le filatrici, le mietitrici comin- 
ciano la loro opera. 

La campana suona ancora. Essa annuncia uno sposalizio. 
Appare Imene accompagnato da un piccolo Amore. 

A un tratto, dei suoni sinistri echeggiano per 1' aria ; è la 
Guerra ; è la Discordia. I ferri sono sguainati, i bagliori del- 
l'incendio rischiarano il cielo oscurato. 



24 COPPELIA 



Ma tutto si acqueta. La campana che, poc'anzi chiamava 
alle armi, festeggia il ritorno della Pace. La Discordia è vinta, 
e, colle Ore della sera e della notte, cominciano i giuochi ed 
i piaceri. 



DANZA FINALE. 



Fine. 



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